La puttana è una regina, il suo trono
è un rudere, la sua terra un pezzo
di merdoso prato, il suo scettro
una borsetta di vernice rossa:
abbaia nella notte, sporca e feroce
come un'antica madre: difende
il suo possesso e la sua vita.
I magnaccia, attorno, a frotte,gonfi
e sbattuti, coi loro baffi brindisi o slavi,
sono capi, reggenti: combinano
nel buio, i loro affari di cento lire,
ammiccando in silenzio, scambiandosi
parole d'ordine: il mondo, escluso, tace
intorno a loro, che se ne sono esclusi,
silenziose carogne di rapaci.
Ma nei rifiuti del mondo, nasce
un nuovo mondo: nascono leggi nuove
dove non c'è più legge; nasce un nuovo
onore dove onore è il disonore...
Nascono potenze e nobiltà, feroci, nei
mucchi di tuguri, nei luoghi sconfinati
dove credi che la città finisca, e dove
invece ricomincia, nemica, ricomincia
per migliaia di volte, con ponti
e labirinti, cantieri e sterri,
dietro mareggiate di grattacieli,
che coprono interi orizzonti.
Nella facilità dell'amore
il miserabile si sente uomo:
fonda la fiducia nella vita, fino
a disprezzare chi ha altra vita.
I figli si gettano all'avventura
sicuri d'essere in un mondo
che di loro, del loro sesso, ha paura.
La loro pietà è nell'essere spietati,
la loro forza nella leggerezza,
la loro speranza nel non avere speranza.
- Pierpaolo Pasolini
martedì 6 gennaio 2009
venerdì 19 dicembre 2008
Giudici
Mi chiedo continuamente se non sia il caso di far scendere con la forza dalla loro cattedra tanti omuncoli di poco peso che, ispirati da divina idiozia e impossessati da qualche musa meretrice, decidono che il giudizio sia la miglior arma di prevaricazione, che il disprezzo espresso sotto forma di sentenza sia il loro solo vanto sociale.
Sono un essere umano, un fottuto essere umano, peccatore depravato e puttana immorale. Non mi vanto di esserlo, così come non mi vanto di essere spinto da sentimenti più alti rispetto al quotidiano istinto di sopravvivenza e alla autoglorificazione indotta.
A volte perduto, a volte maledetto, a volte profeta, a volte amante cerco una strada e sbaglio. Sbaglio e cambio. Cambio e sbaglio.
Ma questo non importa a coloro i quali hanno la loro sentenza già scritta, perchè baciati dal Signore e dalla gloria divina o da qualsivoglia alta forza Morale o Storica, sanno ciò che è giusto e ciò che sbagliato, conoscono alla perfezione la loro strada e non vogliono che un misero mendicante errante come me possa intralciargliela, discernono tra i mille misteri dell'umanità e della vita quelli che son degni d'attenzione e quelli che devono essere fallimentarmente liquidati.
Non mi sento in debito con nessuno, nè in credito con alcuno. Non chiedo che il relativismo mi salvi dall'oblio, nè che giustifichi dei miei comportamenti sbagliati o insensati. Chiedo solo che il giudizio sia trasformato in consiglio, la sentenza in possibilità, la condanna in aiuto, il disprezzo in amore.
Non sarete certo voi, uccellacci del malaugurio, a stabilire la mia punizione per peccati mai commessi, nè tantomeno sarete voi, bastardi approfittatori, ad assolvere i miei peccati più segreti, mettetevi l'anima in pace, o Giudici, e pregate per la mia dannata anima, se tanto vi interessa.
Sono un essere umano, un fottuto essere umano, peccatore depravato e puttana immorale. Non mi vanto di esserlo, così come non mi vanto di essere spinto da sentimenti più alti rispetto al quotidiano istinto di sopravvivenza e alla autoglorificazione indotta.
A volte perduto, a volte maledetto, a volte profeta, a volte amante cerco una strada e sbaglio. Sbaglio e cambio. Cambio e sbaglio.
Ma questo non importa a coloro i quali hanno la loro sentenza già scritta, perchè baciati dal Signore e dalla gloria divina o da qualsivoglia alta forza Morale o Storica, sanno ciò che è giusto e ciò che sbagliato, conoscono alla perfezione la loro strada e non vogliono che un misero mendicante errante come me possa intralciargliela, discernono tra i mille misteri dell'umanità e della vita quelli che son degni d'attenzione e quelli che devono essere fallimentarmente liquidati.
Non mi sento in debito con nessuno, nè in credito con alcuno. Non chiedo che il relativismo mi salvi dall'oblio, nè che giustifichi dei miei comportamenti sbagliati o insensati. Chiedo solo che il giudizio sia trasformato in consiglio, la sentenza in possibilità, la condanna in aiuto, il disprezzo in amore.
Non sarete certo voi, uccellacci del malaugurio, a stabilire la mia punizione per peccati mai commessi, nè tantomeno sarete voi, bastardi approfittatori, ad assolvere i miei peccati più segreti, mettetevi l'anima in pace, o Giudici, e pregate per la mia dannata anima, se tanto vi interessa.
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